di James Spender - 25 marzo 2019

Una per tutto

Può davvero una bici da strada trasformarsi in una gravel per poi tornare a essere da strada? La Stainless pensa di avere la risposta
Foto Mike Massaro
Le mode vanno e vengono ma, come nel moto ondoso, ogni onda recessiva si lascia alle spalle qualche strascico. Presi singolarmente questi flussi sono ben poca cosa, ma nel loro complesso lasciano un'impronta che caratterizza il contesto. Accade lo stesso con le biciclette.
Il mantra “una per gestire tutto” è stato cantato sin da quando sono nati gli asini (tra parentesi: Suzy, dal Nuovo Messico, è ufficialmente la somara più vecchia di tutti i tempi, 54 anni), anche se sino a tempi recenti il garage di ciascuno custodiva un improbabile obiettivo: N(bici)+1, questa la regola. Poi sono arrivate le gravel. Per la precisione, una gravel i cui ideatori, probabilmente, non vorrebbero più che la si definisca in quel modo.
“Questa categoria di biciclette ha trovato il suo innesco nella Open”, spiega Ben Spurrier, che ha gestito il design della Condor. Sono bici che, in fin dei conti, rappresentano delle piattaforme per fare ciò che si desidera, a seconda di come butta (corsa su strada, fuoristrada o qualsiasi cosa ci stia nel mezzo).
La Open UP (che sta per Unbeaten Path, percorsi inesplorati) cui fa riferimento Spurrier venne sviluppata dal fondatore della Cervélo, Gerard Vroomen, proprio con l'intento di creare una bici che potesse affrontare un'ampia gamma di percorsi off-road e, contemporaneamente, essere perfettamente fruibile su strada. Il segreto era la capacità di adattamento attraverso la duttilità, ed è proprio questo il cappotto indossato da questa Condor Gravel Stainless, una bici che, alla resa dei conti, può fare tutto.

Che cos'è in poche parole?

Un'immagine vale più di un migliaio di parole, ma non ci sono immagini che possano catturare quanto vincente appaia questa bici dal vivo. È una fusione luccicante di metallo e arancione così brillante che sembra provenire dallo spazio.
Come suggerisce il nome (Stainless, inossidabile), il telaio è fatto solo con tubi Columbus Xcr, che sono stati levigati a specchio e poi verniciati in modo da lasciare scorrere la linea frizzante dell'acciaio lungo il retro del tubo piantone, lungo la sommità del tubo orizzontale e verticalmente sul tubo dello sterzo, con il logo in acciaio della Condor.
Anche i forcellini posteriori sono nudi allo stesso modo, una reminiscenza delle cromature dei tempi andati, che i fan di un'altra Condor dallo sguardo rapace potrebbero riconoscere: “la Gravel Stainless nasce come variazione della nostra bicicletta da strada Acciaio Stainless”, dice Spurrier.
“L'abbiamo chiamata gravel, ma per il momento potremmo non chiamarla con il suo nome perché davvero ha tantissimo in comune con il modello da strada. Per Acciaio (il modello da strada) si è scelto appunto una parola italiana. Io avevo pensato che per questo nuovo modello potesse funzionare un nome tipo Platform. Ma c'ho pensato su un po' e mi sono convinto che non sarebbe stato un buon nome per una bici”.

Che cos'è in poche parole?

Foto Mike Massaro
Il corrispondente italiano di “platform” sarebbe stato “piattaforma” – una base per fare con qualcosa ciò che vuoi – e le ragioni che spingevano Spurrier a chiamarla così sono abbastanza facili da capire, perché la Gravel è un animale eccezionalmente versatile, sotto ogni aspetto la piattaforma di cui ho fatto cenno prima.
La filosofia di base è una geometria completamente personalizzata, con la Gravel costruita in Italia su modello elaborato dalla Condor e affidata alle mani degli stessi telaisti che forgiano la Acciaio Stainless. Ciò detto, ci sono alcune linee guida che permeano ciascun esemplare (fatta salva la possibilità che il singolo acquirente chieda caratteristiche specifiche), per esempio la presenza di attacchi per i portapacchi, per i parafanghi e ulteriori portaborraccia, un deragliatore anteriore rimovibile per montare una guarnitura singola che dà più pulizia alle linee, freni a disco e, punto qualificante, la possibilità di utilizzare vari tipi di cerchi e combinazioni di copertoni.
Foto Mike Massaro
Così la Gravel consente di utilizzare due misure di ruote, le usuali 700c o 29 per bici da strada e le 650b, con un diametro da 27,5 pollici, molto popolari con le mountain bike. Poiché cambiare il diametro delle ruote determina anche un mutamento delle geometrie (per esempio una ruota più grande determina un interasse più ampio), l'idea è che una ruota da 27,5 pollici (650b) con copertoni tipici da mtb da 2,1 avrà pressapoco lo stesso interasse di una ruota da strada (700c) con copertura da 28 mm o 32 mm (ciclocoross).
Quale il vantaggio? Semplice: una combinazione di ruota 650b con copertura 2.1 offre una presa sul terreno nettamente maggiore, è più confortevole e assorbe assai meglio le botte, trasformando una bici da strada in una divoratrice di fango e pietre, il tutto senza modificare la struttura delle geometrie.
La gravel ufficialmente accetta pneumatici fino a 40 mm (1,57 pollici), a seconda dei produttori, e tuttavia Spurrier dice di essere riuscito a infilare coperture da 42 e anche 44 mm abbastanza facilmente, e che con copertoni da 40 mm c'è ancora luce per il parafango. Non è esattamente la stessa disponibilità ad alloggiare coperture da 2.1, tipiche dei campionati su misto, ma è comunque indicativo di quale sia l'origine della Condor.
Foto Mike Massaro
“La immagino come una bici da strada molto versatile, piuttosto che una gravel sulla quale sia possibile innestare ruote da strada”, precisa Spurrier. “Qui puoi piazzarci un set di ruote da strada e andrai veloce quanto qualsiasi altra bici da corsa. Mano mano che i viaggi in autosufficienza o gli eventi di lunga percorrenza come la Transcontinental diventano sempre più popolari, il confine fra ciò che è una gravel e ciò che costituisce una bici da corsa va sempre più svanendo, e ci si ritrova con una bici da strada ma con ampi spazi per i copertoni. Le due tipologie si basano su principi simili”.
È un'interessante critica all'industria delle bici da strada, che qualcuno può trovare perfettamente condivisibile, mentre altri continueranno a digrignare i denti. Ma, fin tanto che si produrranno bici così belle e con un potenziale così elevato, cosa c'è che non va?

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