di Mark Bailey - 27 febbraio 2019

Tom Dumoulin

Il vincitore del Giro 2017 parla a Cyclist dei suoi piani per il Tour de France e di come migliorare nei Grandi Giri

Foto Rob Milton

Cyclist: Sei reduce da un paio di anni al top ai Grandi Giri. Hai vinto la Corsa Rosa nel 2017. E il Tour de France era alla tua portata l’anno scorso. Punti alla Grande Boucle nel 2019?

Tom Dumoulin: Probabilmente sì. Mi emoziona questa sfida, anche se non sono sicuro che mi si addica. Ora la data è lontana e quindi non possiamo ancora essere sicuri al 100% che andrò al Tour. Se andrò, però, penso sarà davvero entusiasmante.

Cyc: Potresti essere il primo olandese a vincere il Tour de France dai tempi di Joop Zoetemelk nel 1980. Ti dà ancora più motivazione?

TD: Certo, sarebbe bello interrompere la striscia vincente degli inglesi. Ci sono parecchi olandesi forti in grado di puntare alla Classifica generale. Non ci sono solo io, penso a Steven Kruijswijk, Bauke Mollema e Wout Poels.

Cyc: Consideri il Tour la tua gara preferita?

TD: No, il mio Grande Giro preferito è il Giro d’Italia. Per la passione che c’è attorno, è una gara iconica. Ne percepisci l’essenza in ogni componente, un aspetto che mi piace del mio sport.

Cyc: Cosa si prova a partire come specialista a crono e ritrovarsi fra i pretendenti alla Generale e leader della squadra?

TD: È stato difficile adattarsi, soprattutto l’anno scorso. Non è mai facile riuscire a gestire l’attenzione, ma sento che mi sto abituando al mio nuovo ruolo nella squadra.

Cyc: Sei arrivato secondo nella crono del Mondiale. La consideri una buona prestazione o pensi che avresti potuto fare di più?

TD: Non sono soddisfatto del mio rendimento, ero abbastanza lontano dal mio livello migliore. Non c’è dubbio che mi sarei potuto avvicinare di più a Rohan Dennis se fossi stato nella mia forma migliore. Ma non è giusto dire che avrei potuto batterlo se fossi stato al top, quando Dennis è in perfetta forma è molto dura fare meglio di lui.

Cyc: Sei fra i più forti corridori a crono, pensi sia un peccato constatare che c’è solo una breve tappa contro il tempo nel prossimo Tour?

TD: Sono sempre felice di trovare una crono in un Grande Giro, e più è lunga e meglio è per me. Ma posso capire perché ne limitino il numero. Voglio dire, è più difficile stravolgere la Classifica generale in montagna che nelle prove contro il tempo. Quindi posso capire che gli organizzatori vogliano mantenere la gara più competitiva riducendo le crono. Personalmente penso che siano divertenti da guardare, ma non so cosa ne pensa il grande pubblico.

Cyc: Come vedi certi cambiamenti nei Grandi Giri? Per esempio, c’è chi suggerisce tappe più brevi…

TD: Beh, sono un sostenitore di un cambiamento a favore delle tappe brevi, ma penso che l’accumularsi della fatica in un Grande Giro o una corsa di una settimana faccia parte del divertimento. Fa parte del ciclismo, in realtà. Quindi, se disegni un Grande Giro che ha solo 2.000 km in totale non è il punto saliente. Per me, il punto di avere un Grande Giro lungo e impegnativo è che vedi tutta la stanchezza che si accumula. Poi nell'ultima settimana tutti sono molto stanchi e il risultato è che si iniziano a vedere i cambiamenti in classifica.

Cyc: Pensi che corse come l’Hammer series (le gare a squadre senza classifiche individuali dove ci troviamo durante l’intervista) portino beneficio al tuo sport?

TD: Sì, sicuramente. È un nuovo concetto ed è l’esatto opposto di quello che sto cercando di fare negli ultimi sette anni: diventare un corridore di resistenza. Ora, per le gare dell’Hammer devo essere molto esplosivo. È una combinazione difficile, ma in eventi come questi mi piace molto l'interazione con il pubblico. È il futuro per l’Hammer, ma anche per le altre gare.

Cyc: I corridori sono aperti a questo tipo di cambiamento?

TD: Penso di sì. L’ultimo decennio in questo sport è sempre stato lo stesso. Trattiamo il ciclismo come facevamo nel 1970. Essere conservatori nei confronti dei cambiamenti a volte è una buona cosa, a tanti ciclisti piace come sport perché è così, ma in generale è bello avere dei mutamenti. Dobbiamo modernizzare un po’ di cose. Non tutto, ma indirizzarsi a eventi così è un inizio.

Cyc: Durante l’inverno sei stato a Monaco o Girona come molti professionisti?

TD: No, no. Di solito torno in Olanda. Soffro per via del tempo in inverno e così, da dicembre in poi partecipo ai training camp in Spagna. Ma faccio una settimana di allenamento e rientro in Olanda per riposare una settimana, poi faccio un’altra settimana di allenamento e così via.

Cyc: Quindi trascorri l’altra settimana pedalando lungo le piste ciclabili dell’Olanda?

TD: Sì, un po’, ma mi piace anche uscire in mountain bike e inoltrarmi nei boschi vicino casa. Sono sicuro che mi piacerebbe anche pedalare su una gravel, ma non l’ho mai sperimentato. È molto alla moda e popolare, e ora sembra che tutto debba essere gravel. Ma sto bene con quello che faccio.

Foto Rob Milton

Chi è Tom Dumoulin

Età: 28

Nazionalità: olandese

Onori

Giro d'Italia

1 °, 2017

2°, 2018

4 vittorie di tappa (2016-18)

Tour de France

2°, 2018

3 vittorie di tappa

(2016, 2018)

Vuelta a España

6°, 2015

2 vittorie di tappa (2015)

Campionato del mondo

1 °, 2017 crono individuale

1 °, 2017 crono a squadre

Giochi Olimpici

2°, 2016 crono individuale

Campionato olandese

1 °, 2014, 2016, 2017

crono individuale

© RIPRODUZIONE RISERVATA