10 gennaio 2019

TEST - KAWASAKI NINJA 125 e Z125

La scelta
Pastiglia verde: vi acquattate dietro il cupolino (basso e poco protettivo) della Ninja e incidete traiettorie precise. Pastiglia bianca:
salite in sella alla Zeta e sgusciate agili in mezzo al traffico (da soli perché il passeggero sta davvero scomodo), con lo stile di una naked più grande. In ogni caso il divertimento è assicurato e vedrete quant’è profonda la tana del Bianconiglio
di Nicolò Codognola

IN PILLOLE

Ninja 125
CILINDRATA 125 cc
POTENZA 15 CV
PESO IN ORDINE DI MARCIA 148 kg
PREZZO C.I.M. da 5.140 euro
Z125
CILINDRATA 125 cc
POTENZA 15 CV
PESO IN ORDINE DI MARCIA 146 kg
PREZZO C.I.M. da 4.840 euro
Matrix vi possiede. Sveglia ragazzi, seguite il Bianconiglio... Non fermatevi all'esperienza di una guida virtuale con un qualunque videogioco e calzate un casco vero! Non possiamo credere che i figli delle nuove generazioni siano tutti smombie (smartphone zombie), con lo sguardo e l'attenzione immersi in un display che illumina i loro volti con una luce azzurrognola e che li fa viaggiare senza muoversi, in punta di dito, mentre il mondo sfreccia intorno a loro. No, non possiamo crederlo, soprattutto in un'epoca come quella che stiamo vivendo: mai come in questi anni il mercato delle 125 è stato così ricco e variegato. Tra le grandi Case, anche chi non si è mai affacciato a questo segmento - o lo ha fatto in maniera marginale - ora ci si tuffa incoraggiato dai dati di vendita, che vedono le ottavo di litro salire nella classifica delle immatricolazioni. In Italia sono destinate principalmente ai sedicenni, ma nel resto d'Europa e del Mondo l'età degli utenti sale e questo allarga il bacino di clienti in maniera esponenziale. Ora, se siete davanti al PC e lo schermo diventa tutto verde, forse non è perché siete entrati nel codice di Matrix; più probabilmente state cercando on-line la vostra prima moto e siete capitati sul sito Kawasaki, scoprendo che il colosso giapponese si butta nella mischia di questo segmento con due grintose proposte, la Ninja 125 e la Z125. Voi quale scegliereste?
TESTER
Nicolò Codognola (182 cm, 70 kg).

ABBIGLIAMENTO
 Casco LS2
 Giacca, pantaloni e guanti Alpinestars
 Scarpe Eleveit
NINJA 125

COMFORT A METÀ

1/4 Comoda e ampia la sella del pilota; non altrettanto quella del passeggero.

Ninja: leggera e bilanciata

Proviamo a darvi una mano nella selezione con questo nostro test. Partiamo col dire che la base tecnica delle due moto è la medesima e questo potrebbe rendere la scelta più difficile, perché a conti fatti motore, telaio e sospensioni sono gli stessi. Identiche anche le sovrastrutture dal serbatoio al codino, la strumentazione e il faro. Cosa a cambia è la carena (sulla Ninja), l’ergonomia (sella leggermente più alta da terra e manubrio dritto sulla Zeta, in luogo dei semimanubri) e il peso (2 kg in più sulla Ninja). In entrambi i casi, salvo qualche bava nelle saldature più a vista, la percezione di qualità è più che buona: le plastiche sono ben accoppiate e piacevoli al tatto. Solo gli adesivi delle grafiche creano un piccolo "scalino" al tatto ma, considerando prezzo e posizionamento delle moto, non è considerabile come un difetto.
Il nostro test inizia in sella alla sportiva. La prima sensazione è di estrema compattezza, con sella bassa e fianchi strettissimi, serbatoio sottile da stringere bene tra le ginocchia e manopole non troppo distanti da impugnare. L'abitabilità, però, anche per il sottoscritto che supera i 180 cm di statura, è più che buona e le pedane, giustamente arretrate senza esagerazioni, non obbligano le gambe ad una piega eccessiva.
Il motore, un monocilindrico 4T con distribuzione bialbero e 4 valvole, non entusiasma per quanto riguarda il sound, eccessivamente pacato. Ma è un "male" comune a quasi tutti i moderni 125 stradali. Progressivo e lineare nell'erogazione, è piuttosto pigro nella prima apertura del gas, ma diventa brillante a partire dai 6.000 giri/min e allunga bene fino al limitatore, posto a 11.000 giri/min.
Nella guida allegra dunque, che ben si confà alla Ninja, è necessario tenere il piccolo monocilindrico nella parte alta del contagiri, usando sovente il cambio, preciso e ben spaziato, abbinato ad una frizione morbida da azionare, quanto ben modulabile nel rilascio.

Ninja: leggera e bilanciata

Ninja 125
z125 AGUZZA LA VISTA Senza sovrastrutture, le due moto evidenziano la condivisione quasi totale della cicilistica. Oltre al diverso manubrio, si nota (nel cerchio rosso) il diverso attacco della sella, più alto sulla Zeta (di 30 mm).
1/2 OPTIONAL RACING
Discretamente nutrito il catalogo di accessori per le due 125, tutti improntati alla sportività, come il coprisella passeggero (152 euro) e il silenziatore omologato Arrow con fondello e paratia in fibra di carbonio (che regala anche una voce più sonora al motore, 604 euro).
Tra le curve strette emerge immediatamente la buona maneggevolezza della Ninja. È leggera e bilanciata, e si lascia condurre con estrema facilità: i motociclisti alle prime armi ringraziano. I più esperti, semplicemente, si divertono. I semimanubri non obbligano ad una posizione eccessivamente caricata sui polsi e offrono un buon controllo anche nei rapidi cambi di direzione, dove la 125 carenata è agile e scattante. All'aumentare della velocità si apprezza la buona stabilità e il lavoro egregio delle sospensioni, scorrevoli e ben sostenute. La forcella, soprattutto, restituisce un buon feeling, mentre il “mono" posteriore appare un po' secco sulle asperità. La carena, dal canto suo, quando si rincorre la velocità massima (siamo intorno ai 115 km/h) si rivela poco protettiva per il busto del pilota: anche acquattati sul serbatoio casco e spalle rimangono esposti all'aria.
Z125
1/4 La piacevole strumentazione digitale è di facile lettura e completa: ad esser pignoli, manca solo l'indicatore della marcia inserita.

Zeta: regina tra le curve

Dopo l'ottimo inizio con la sportiva, passiamo alla naked, scoprendo innanzitutto una posizione di guida non eccessivamente rilassata: se non fosse la scheda tecnica a dirlo, sarebbe difficile ravvisare che la sella è leggermente più alta, perché toccare terra con entrambi i piedi è alla portata di tutti (ma in optional a 165 euro c'è una seduta ribassata di 25 mm). Il manubrio poi non è troppo rialzato, il che porta il busto ad un giusto carico sull’anteriore, che restituisce una piacevolissima sensazione di pieno controllo. Motore e sospensioni lavorano bene, esattamente come sulla Ninja, e allo stesso modo il comfort è leggermente minato solo su pavé e buche per via della risposta secca del monoammortizzatore. Ottime si confermano la stabilità e la maneggevolezza, quest'ultima incrementata dalla maggiore leva offerta dal manubrio più ampio, che aiuta (se ce ne fosse bisogno, con una libellula del genere!) a muoversi ancor più agilmente nel traffico. Le nostre remore iniziali su forcella (perché non una più aggressiva a steli rovesciati?) e freni (vedere una bella pinza radiale farebbe più gola ai sedicenni, secondo noi…) svaniscono presto. La frenata è potente, ottimamente dosabile e anche L’ABS, raramente chiamato in causa, fa avvertire con discrezione la sua presenza.

Zeta: regina tra le curve

AVANTRENO SINCERO Se la Ninja è una lama nel disegnare le traiettorie, la Zeta non è da meno. Il buon comportamento delle sospensioni e il robusto telaio a traliccio in acciaio sono garanzia di stabilità.
Trovare difetti macroscopici a queste due moto è difficile. Ad essere pignoli, puntiamo il dito al sellino del passeggero, piccolo, scomodo e privo di appigli. E nella strumentazione, compatta e ben leggibile, vedremmo bene un indicatore di marcia inserita, per renderla davvero completa.
Tornando alla domanda iniziale, dunque, quale scegliere? Entrambe le "verdine" vanno bene e convincono con un appeal estetico caratteristico: le riconosci subito da lontano. Ma per noi – gusti personali – la Z125 è, a conti fatti, più pratica e fruibile, specie in città. E poi costa, a parità di variante cromatica, 300 euro meno della Ninja.
SONO AL VERDE! Sia la naked, sia la carenata sono disponibili in livrea blu. Per averle binco/verde (Zeta), grigia (Ninja) o verde Kawasaki (entrambe), bisogna aggiungere 100 euro in più.

“Telaio generoso per stabilità e abitabilità”

Hidehiko YAMAMOTO – PROJECT LEADER

“Telaio generoso per stabilità e abitabilità”

Quali sono state le linee guida del progetto legato a queste 125?
"Il primo obiettivo, nella progettazione di queste due moto, è stato quello di realizzare dei mezzi che potessero dare ai neofiti divertimento di guida. Per questo motivo Ninja 125 e Z125 hanno un motore a potenza piena (15 CV sono il massimo consentito per questa cilindrata) inserito in un telaio di dimensioni generose (è lo stesso della Z250 SL, non più a listino, n.d.r.) che garantiscono un buon bilanciamento tra maneggevolezza, stabilità e abitabilità, insieme ad uno stile aggressivo che ricorda quello delle Ninja e delle Zeta di cilindrata superiore".
Perché non avete optato per una strumentazione più grossa?
"Abbiamo preferito un dashboard più compatto perché meglio si sposa con lo stile e l'immagine di queste moto snelle e sportive".
E perché non utilizzare una forcella a steli rovesciati e pinza freno ad attacco radiale? Alcuni concorrenti le hanno e donano un aspetto più aggressivo...
"Abbiamo scelto i componenti che rispondono alle nostre esigenze per Ninja 125 e Z125. E confermiamo che le loro prestazioni e funzionalità rispondono pienamente alle nostre aspettative; perciò le abbiamo confermate".

“UNA VERSYS 125? NON AVREBBE SENSO: TROPPO RAZIONALE”

SERGIO VICARELLI – DIRETTORE COMMERCIALE E MARKETING KAWASAKI ITALIA

“UNA VERSYS 125? NON AVREBBE SENSO: TROPPO RAZIONALE”

La scelta di 125 non era così vasta e diversificata da anni: come vede il segmento in Italia?
“Se guardiamo ai dati del 2018, quello delle 125 è uno dei segmenti più interessanti. Da gennaio a novembre è cresciuto del 29% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, totalizzando circa 10.000 pezzi venduti. Numeri che non si vedevano da tempo, è molto incoraggiante. È chiaro che l'offerta stimola la domanda. Si tratta di un segmento in crescita e ha ancora un piccolo margine di miglioramento”.
Oggi testiamo Zeta e Ninja; ma avrebbe senso una Versys 125?
“Per me, no. Le Versys attualmente in gamma, la 650 e la 1000, sono moto eclettiche, affidabili e con un ottimo rapporto qualità/prezzo; in altre parole sono dual purpose molto razionali. A 16 anni io non ero razionale: volevo emozione. Voi no?”.
Quali previsioni avete sui clienti di queste moto? Saranno solo 16enni? E le ragazze?

“Per noi è un mondo nuovo. Non facciamo 125 da tanto tempo; di certo, mai così seriamente. Dalle ricerche che abbiamo fatto, il target è rappresentato dai giovani, in Italia. In Germania e Regno Unito è diverso: lì ci sono 40enni e 50enni che comprano e usano le 125, ma da noi non esiste una situazione del genere. Abbastanza alta la percentuale di ragazze, generalmente intorno al 2-3%: con Z125 e Ninja 125 sale al 6-7%. Parliamo sempre di intenzioni d'acquisto: la conferma di questi dati sarà tangibile da gennaio, quando avremo in mano i primi responsi di vendita”.
Come è percepito il Marchio dai ragazzi?
“Abbiamo avuto interessanti riscontri dalle nostre ricerche. Per tanti giovani, Kawasaki è un Marchio nuovo, a cui non si sono mai accostati, ma l'immagine è forte, soprattutto il brand Ninja. Ad ogni modo, tra i ragazzi, risonanza e vissuto sono positivi a livello qualitativo e di "simpatia": Kawasaki è un marchio che piace ai giovani, lo sentono vicino”.
Vi aspettate di vendere più Zeta o Ninja?
“Nei sondaggi, tra Zeta e Ninja, è un plebiscito di preferenze per la sportiva carenata: il fascino del nome è indubbio. Ma mi aspetto maggiore equilibrio tra i due modelli, nelle vendite”.

DATI TECNICI Z125 (tra parentesi i dati della Ninja)

MOTORE 4T, monocilindrico, raffreddamento a liquido, 4 valvole, distribuzione bialbero in testa, rapporto di compressione 11.7:1, alesaggio x corsa 58x47,2 mm, cilindrata 125 cc, potenza max 15 CV (11 kW) a 10.000 giri/min, coppia max 11,7 Nm (1,2 kgm) a 7.700 giri/min.
ALIMENTAZIONE iniezione elettronica, diametro corpo farfallato 28 mm; capacità serbatoio carburante 11 litri.
TRASMISSIONE primaria ad ingranaggi, rapporto 2.966 (86/29), finale a catena, rapporto 3.500 (56/16).
CAMBIO a sei marce, rapporti interni 2,833 (34/12) in prima, 1,875 (30/16) in seconda, 1,444 (26/18) in terza, 1,208 (29/24) in quarta, 1,056 (19/18) in quinta, 0,962 (25/26) in sesta.
FRIZIONE multidisco in bagno d'olio, comando a cavo.
TELAIO traliccio in acciaio; inclinazione cannotto di sterzo n.d., avancorsa 90 mm.
SOSPENSIONI ant. forcella tradizionale con steli da 37 mm,non regolabile, corsa ruota 110 mm; post. forcellone oscillante con link
Uni-Track e ammortizzatore a gas regolabile nel precarico su 5 posizioni, corsa ruota 120 mm.
RUOTE cerchi in lega; pneumatici ant. 100/80-17”, post. 130/70-17”.
FRENI ant. disco a margherita da 290 mm, pinza flottante a doppio pistoncino; post. disco a margherita da 220 mm, pinza flottante a doppio pistoncino.
DIMENSIONI (IN MM) E PESO lunghezza 1.935, altezza 1.015 (1.075), altezza sella 815 (785), interasse 1.330; peso in ordine di marcia 146 (148) kg.
GAMMA COLORI blu, verde, bianco/verde (blu, verde, grigio).
PREZZO E DISPONIBILITÀ 4.840 (5.140) euro indicativi c.i.m., già in vendita.
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