di Rosario Palazzolo - 23 gennaio 2019

Scarpe, le Novità del 2019

Vi presentiamo cinque modelli top: Brooks Adrenaline GTS 19, Asics Gel Nimbus 21, adidas Ultraboost, Nike Zoom Air Vomero 14 e Saucony Triumph Iso 5.

Brooks Adrenaline Gts 19

Brooks Adrenaline Gts 19

Se chiedessi al “dr Google” di indicarmi una scarpa antipronazione per la corsa (la richiesta è decisamente retorica perché su una cosa così seria non mi affiderei mai ad anonimi maghi del web) sicuramente mi risponderebbe rifilandomi una sfilza di liste e di fotografie di scarpe da running caratterizzate dalla presenza di un ampio e rigido supporto antipronazione.
Probabilmente troverei ancora qualcuno che si ostina a consigliare modelli di scarpe della “categoria A4” ignorando completamente tutta l’innovazione scientifica e tecnologica degli ultimi 10 anni. Del resto questo è ciò che il mercato ci ha indicato fino a oggi. Il rapporto tra pronazione e scarpe stabili è così forte che nel momento in cui ci viene detto che il classico supporto mediale antipronazione non è indispensabile, fatichiamo a credere che una calzatura così possa funzionare.
Invece la proposta è arrivata, e a lanciarla curiosamente è stata Brooks, lo stesso brand che negli anni ’70 (precisamente nel 1972), aveva inventato questo “espediente” per modificare l’effetto meccanico della pronazione eccessiva e in questo modo ridurre gli infortuni.
La soluzione, secondo Brooks che su questo argomento ha investito molto in studi e ricerche sotto la bandiera di “stride signature”, si chiama “guiderails”. I tecnici di Brooks affermano che tutti i runner hanno bisogno di supporto.
Tuttavia, non appare corretto modificare il passo, piuttosto appare più giusto potenziare e supportare l'azione di corsa, per riuscire a riallineare il corpo al naturale stile di corsa di ognuno.
Di fatto si è passati da un focus sul piede e sul controllo dell’articolazione della caviglia, per guardare in modo più ampio all’intera catena cinetica, con un'attenzione particolare al ginocchio.
«In questi anni la percentuale di infortuni nel running non è mai calata in modo sostanziale, nemmeno utilizzando i classici sistemi antipronazione. Inoltre, il 45% degli infortuni complessivi riguarda il ginocchio», afferma senza remora rispetto a ciò che è stato fatto fino ad oggi Carson Caprara, Senior Director of Footwear Product Line di Brooks.
Il primo modello che interpreta la nuova filosofia di Brooks è la nuovissima Adrenaline GTS 19. La scarpa riprende il concetto di guiderails lanciato già nel 2014 con la Transcend. Quel modello, che oggi è giunto alla quinta edizione, ha rappresentato l’esordio dei cosiddetti guiderails, ossia di un sistema di supporto laterale che ha il compito di proteggere e di guidare il piede affinché non ecceda negli squilibri che sopraggiungono durante la corsa. La nuova Adrenaline riprende e potenzia quella tecnologia presentando dei guiderails molto sostanziosi e robusti che agiscono intorno al calcagno: una barriera laterale stabilizza l’inversione calcaneare, mentre una parete esterna limita l’eccessivo disallineamento del calcagno.
La proprietà di questo sistema è che rende la scarpa più stabile e protettiva senza bisogno di un pesante e rigido inserto antipronazione, che solitamente si trova nella parte mediale e che contribuisce a rendere la scarpa più pesante e meno flessibile. Il nuovo sistema di Brooks interviene per ridurre un’eccessiva rotazione di calcagno e tibia e mantiene il movimento naturale del ginocchio all’interno di un range definito “di sicurezza”.
La nuova Adrenaline GTS 19 (in vendita a 141 euro) è oggettivamente molto diversa rispetto ai modelli che l’hanno preceduta. Non soltanto perché l’intersuola in Dna Loft e Biomogo Dna non ha più un inserto antipronazione, ma anche per il suo stile. La tomaia ingegnerizzata e la fascia asimmetrica in 3D Fit Print conferiscono un aspetto affusolato alla scarpa, mentre il collare e la linguetta molto imbottiti assicurano maggior comfort.

Adidas Ultraboost

Adidas Ultraboost

“Open Source”, se c’è una calzatura da running nella quale questo concetto è stato utilizzato nel modo più esteso, questa è sicuramente la adidas Ultraboost. Fin dalla sua nascita, tecnici e artisti si sono divertiti a modificarla e a renderla unica, sfruttando la disponibilità di adidas a farne un oggetto di culto oltre che uno strumento d’allenamento. Perciò non appare strano che a dettare le priorità per la progettazione della nuova Ultraboost 19, presentata pochi giorni fa e pronta al lancio per i primi mesi del 2019, siano stati proprio i runner.
Migliaia di considerazioni, di giudizi tecnici e recensioni, hanno guidato i tecnici del brand tedesco a ridisegnare in modo pressoché completo la scarpa che alle sue origini era stata pensata per le corse su lunghe distanze, ma che in realtà nella sua versione originale non aveva mai sfondato in quel segmento del running.
Oggi il modello Ultraboost è stato completamente ripensato, o per dirla con le parole dei suoi progettisti “reboosted”, ripotenziato, cambiando moderatamente nell’immagine, ma in modo piuttosto drastico dal punto di vista tecnico.
La scarpa, originariamente composta di 17 pezzi uniti tra loro con saldature e incollaggi, è stata ridotta a un massimo di 7 pezzi. Una dieta che si traduce innanzitutto in leggerezza (10 grammi in meno rispetto al passato) e in semplicità. Ma a giudicare dalle prime impressioni anche in una maggiore tecnicità grazie all’introduzione di quattro componenti chiave che determinato un cambio piuttosto importante di feeling in corsa.
È completamente nuova l’intersuola in Optimized Boost, con il 20% di mescola in più nell’intersuola rispetto alla prima generazione. Oltre a un maggior ritorno di energia, l’intersuola è anche più stabile, grazie a una forma concava nel posteriore che accoglie il piede e lo tiene fermo. Nel Boost è stato “immerso” un inserto “Torsion” in materiale plastico che riduce la torsione del mesopiede e fornisce più reattività in fase di spinta. Sul tallone è stata collocata una speciale conchiglia vuota all’interno. Il suo compito è di tenere fermo il tallone, senza comprimerlo. La tomaia è stata realizzata in PrimeKnit 360, un vero calzino collegato alla scarpa, per massimizzare il comfort.
Grazie alle nuove tecnologie, la Ultraboost 19 è migliorata nel comfort e nella stabilità, puntando a diventare una valida compagna per l’allenamento sulle distanze medie e lunghe. Inizialmente adidas Ultraboost 19 viene proposta in tre differenti edizioni limitate, fino al lancio globale online, previsto per il 21 febbraio 2019.

Saucony Triumph Iso 5

A una Saucony si chiede rigore. Un modello premium come la Triumph, non può essere da meno. Per questo la nuova Iso 5, da poco sul mercato, pur essendo simile alla precedente nell’estetica, introduce parecchie novità tecniche interessanti. A cominciare dalla tecnologia Formfit Contour, una speciale sagomatura interna dell’intersuola che permette al piede di trovare lo spazio ideale e di essere più stabile. Questa forma concava dell’intersuola accoglie il piede in modo sicuro, impedendo movimenti inutili e “pericolosi” durante tutta la dinamica di rullata, sia in fase d’appoggio che di spinta. Saucony ha lavorato anche sulla tomaia realizzata in mesh Jaquard, uno speciale tessuto che aumenta la traspirabilità. Di questo modello è stata presentata anche una collezione “Linear Shade”, che privilegia i colori neutri, adatti a un uso quotidiano della scarpa, casa-lavoro, ufficio-allenamento. L’ultima novità riguarda la suola, realizzata in una curiosa gomma Crystal che mescola un materiale lucido e robusto a uno più morbido e abrasivo. La Triumph si conferma una scarpa da allenamento quotidiano, robusta e ammortizzata.

Saucony Triumph Iso 5

Asics Gel Nimbus 21

Asics Gel Nimbus 21

Ci sono pochi modelli di calzature da running che ad ogni uscita scatenano aspettative elevatissime e di conseguenza anche qualche critica inevitabile. La Asics Gel Nimbus è probabilmente quella che più di tutte incarna questa attesa, un po’ perché è da sempre considerata una delle calzature preferite dai runner, un po’ perché il prezzo e il posizionamento ne fanno una scarpa premium alla quale non sono concessi errori o incertezze.
Ebbene, nell’ultimo scorcio del 2018 Asics ha rilasciato l’edizione numero 21 della celebre Gel Nimbus. Una scarpa che inevitabilmente guarda al 2019, e forse anche un pochino oltre, introducendo davvero molte novità tecniche più che estetiche rispetto ai modelli passati. Insomma, tanto materiale su cui dibattere e confrontarsi.
Il 2020 è dietro l’angolo. E per Asics è soprattutto l’anno che porterà le Olimpiadi a Tokyo, praticamente i Giochi di casa per questo brand 100 per cento nipponico, che ha sede ad appena due ore di treno dalla capitale.
Dunque le soluzioni tecniche utilizzate in questo modello, e in parte già sperimentate sulla Kayano 25, sono un po’ l’antipasto di quello che il brand intende presentare in occasione delle Olimpiadi, dove è anche partner tecnico.
La vera novità della Nimbus Gel 21 è nell’intersuola: Asics ha realizzato una piattaforma che utilizza tre diverse mescole con densità e reattività differenti. La schiuma FlyteFoam, lanciata sul mercato un paio di stagioni fa è stata evoluta e resa più affidabile attraverso due varianti: il Flytefoam Propel, presente nella zona posteriore della scarpa, offre un forte rimbalzo durante la deformazione migliorando la risposta; il Flytefoam Lyte rende l’intersuola più leggera, resa più resistente e duratura grazie all’inserimento di nanofibre di cellulosa naturale nell’impasto. Il terzo componente è il Gel, presente sia sul tallone che nella zona metatarsale per accentuare l’effetto ammortizzante.
Le due mescole FlyteFoam sono sovrapposte, ma il “Propel” agisce soprattutto sul posteriore, mentre il “Lyte” agisce più sull’anteriore, contribuendo a offrire una rullata più rotonda, Asics ha scelto di rimaneggiare anche la tomaia proponendo un Jacquard mesh che asseconda bene i movimenti del piede durante la corsa. La parte anteriore della scarpa è più ampia rispetto al passato per fornire più libertà di movimento alle dita. Il prezzo consigliato è di 180 euro.

Nike Zoom Air Vomero 14

È da sempre la scarpa dedicata a chi si allena duro. La Nike Zoom Air Vomero ha cambiato pelle e ha assunto, nemmeno troppo vagamente, le sembianze della linea Vaporfly, con un'intersuola molto aerodinamica e una tomaia protettiva e avvolgente. Elementi che la rendono più accattivante, pur mantenendo le caratteristiche di scarpa ben ammortizzata.
L’intersuola della Zoom Air Vomero 14 (308 grammi per la taglia 10 USA) è realizzata in React Foam, lo stesso materiale reattivo e leggero della Epic React. La schiuma React sale sui due fianchi della scarpa per fornire supporto al piede, come si trattasse di due binari. Tra l’intersuola e la soletta estraibile è stata inserita una piattaforma a tutta lunghezza di Zoom Air. Nelle passate edizioni i cuscinetti Air erano solamente sul tallone e nella zona metatarsale. La tomaia è realizzata in mesh ingegnerizzato, elegante, ma comunque robusto. La Zoom Air Vomero 14 è già in vendita al prezzo di 141 euro. A presto per la prova su strada.

Nike Zoom Air Vomero 14

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