22 gennaio 2019

Intervista a Primož Roglič

Il professionista sloveno Primož Roglič si è rivelato un pretendente a un Grande Giro. Racconta a Cyclist di una possibile maglia gialla, del suo passaggio dal salto con gli sci e dell’apprendimento sul campo
Immagini Danny Bird

Come cambia il ciclismo in Slovenia

Testo Joseph Robinson

Cyclist: Il Tour de France dello scorso anno è stato il tuo primo Grande Giro corso per la Classifica generale, e sei arrivato quarto. Molte persone sono rimaste sorprese, tu lo eri?
Primož Roglič: Niente affatto. Non mi aspettavo troppo da me stesso perché quando lo si fa poi resti deluso. È stato il mio primo tentativo di gareggiare per tre settimane e puntare alla vittoria per l’intero periodo, non avevo nulla da perdere. Mi sono trovato ancora in gara nell’ultima settimana e ho anche vinto una tappa. A essere onesto, ero abbastanza rilassato, sono riuscito a non farmi male e a evitare possibili cadute. Mi sono davvero divertito.
Cyc: Correre per la maglia gialla ti ha insegnato qualcosa su te stesso come corridore?
PR: Sì, ho imparato che posso vincere un Grande Giro. Credo nelle mie capacità e in me stesso, anche se mi rendo conto che nulla accade all’improvviso. Sono anche sicuro di essere un corridore da classifica generale in quanto ho dimostrato di poter essere competitivo nell’ultima settimana. Penso alle due tappe di montagna al Tour nella terza settimana di gare, dimostrano che ho la forza e la resistenza necessarie.
Cyc: Ma per fare quel salto sul gradino più alto del podio, dovrai sacrificare la tua abilità a cronometro un po’ come Tom Dumoulin?
PR: Non la penso così. Guarda lo scorso anno, non ero lontano dalla vittoria e sono sempre stato nel gruppo di testa in tutte le tappe di montagna. Le perdite in realtà sono venute dalla crono a squadre e da quella individuale, non dall’incapacità di scalare coi migliori. Ho vinto la tappa perché ho avuto la capacità di attaccare su una salita difficile e distaccare gli avversari. Penso che sia una questione di piccoli cambiamenti e di continuare a imparare come correre i Grandi Giri, ciò è quello di cui ho bisogno per fare passi in avanti e conquistare la cima del podio.
Cyc: La tua squadra, la LottoNL-Jumbo, ha lottato col Team Sky sulle montagne, una cosa rara. Puoi competere con loro nelle tappe più dure?
PR: Lo spero. Cercheremo di essere la squadra rivale del Team Sky. Siamo fiduciosi nella nostra capacità di saper controllare e attaccare durante una gara. Ma queste cose non accadono da un giorno all’altro, ci vuole molto tempo per sviluppare una squadra in grado di raggiungere il livello di Sky al Tour. Anche se penso che corridori come George Bennett, Steven Kruijswijk, e giovani come Antwan Tolhoek e Sepp Kuss, si stanno muovendo nella giusta direzione.
Cyc: Nel 2018 hai vinto tre gare consecutive di una settimana (Paesi Baschi, Romandia e Slovenia). Era un obiettivo o solo una felice sorpresa?
PR: Oh sì, le gare di una settimana sono state il mio obiettivo principale nella scorsa stagione, quindi vincerne tre ha mostrato il valore reale della squadra e delle mie capacità. Essere in grado di dimostrare che corse come il Giro di Romandia e il Giro dei Paesi Baschi sono alla nostra portata è stato davvero bello. Sono soddisfatto.
Cyc: La tua ascesa verso l’alto è stata piuttosto rapida considerando che hai iniziato a pedalare poco più di sei anni fa. Stai ancora imparando a correre?
PR: Certamente. Imparo a ogni gara, ed è lo stesso per tutti gli altri corridori in gruppo. Sono costretto a imparare più velocemente perché non ho tanta esperienza. Penso che a ogni gara succederà qualcosa di nuovo e da quello imparerò. Ma la progressione che ho vissuto è stata pazzesca. Sogni sempre quando cominci qualcosa di nuovo, ma è solo quando inizi a concentrarti davvero che ti rendi conto di quanto sia difficile. Sono davvero molto orgoglioso di dove sono già arrivato.
Cyc: Hai seguito molto il ciclismo quando eri più giovane?
PR: Non proprio. Guardavo il Tour de France, ma non come gli altri corridori cresciuti con questo sport. Non è una disciplina popolare in Slovenia. Inoltre, ero un saltatore con gli sci e quindi non ho prestato molta attenzione al ciclismo in gioventù. Non ho neppure avuto una bicicletta come si deve fino ai 20 anni.
Cyc: Il ciclismo sta diventando un grande sport in Slovenia ora grazie al tuo successo?
PR: Sì, non solo per me, ma anche grazie a corridori come Matej Mohorič (Bahrain-Merida) che si è aggiudicato gare importanti. Questo sta portando anche più pressione, però. All’inizio, i fan sono contenti per qualsiasi risultato, poi si abituano e si aspettano di più. Ora c’è pressione se non vinco e se non ottengo un buon risultato, la gente chiede perché.
Cyc: Prima di diventare un ciclista, sei stato campione del mondo juniores nel salto con gli sci, ma sei stato vittima di un terribile incidente nel 2007. È stato questo il motivo per cui sei passato al ciclismo?
PR: Non proprio. Dopo il grande incidente sono tornato al salto con gli sci per altri cinque anni, ma mi sono reso conto che non ero abbastanza bravo per essere tra i migliori. Avevo 21 anni e non sono entrato nella squadra olimpica slovena, così ho deciso di prendermi un grosso rischio e provare a pedalare. Non ho preso in considerazione altre opzioni.
Cyc: La tua esperienza come saltatore con gli sci ti rende un ciclista migliore, soprattutto in discesa?
PR: Per certi aspetti. Scio ancora in inverno, il che mi tiene davvero in forma, ma non direi che aiuta le mie capacità come discesista. Intendo dire che non ho paura della velocità, ma non è perché una volta saltavo con gli sci.

Come cambia il ciclismo in Slovenia

Immagini Danny Bird

Tutto su Primož Roglič

Età: 29
Nazionalità: slovena
Team: LottoNL-Jumbo

Onori
2018

4 ° assoluto al Tour de France (1 ° nella tappa 19)
1 °, nella tappa 4 e in classifica generale,
al Tour dei Paesi Baschi
1 ° al Tour di Romandia
1 ° assoluto (e nelle tappe 4 e 5) al Tour
della Slovenia

2017
1 ° nella tappa 17
del Tour de France
1 ° alla Volta ao Algarve
2 ° al Campionato mondiale individuale
a cronometro

2016
1° nella tappa 9
del Giro d’Italia
1 ° al Campionato nazionale a crono
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