di Fulvio Massini - 06 marzo 2019

Il runner scende in pista

Guida all’allenamento in pista per preparare le tue gare dai 5 km alla maratona.
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Tutti in pista

La pista di atletica è “un attrezzo” alla portata della maggioranza dei runner, anche se in verità molti corridori non sanno bene come utilizzarla e, talvolta, non conoscono neppure la sua vera lunghezza (400 metri in prima corsia...)! Se già ti alleni su una pista d’atletica – o se ti piacerebbe farlo - in questo articolo puoi trovare i lavori migliori da correre sull’anello per preparare le diverse gare, e anche una serie di utili consigli. In altre parole, una mini guida all’allenamento in corsia per non girare a vuoto! Si comincia dal riscaldamento

Si comincia dal riscaldamento

Premessa importante: prima di affrontare qualsiasi tipo di lavoro in pista, dedica un po’ più tempo del solito al tuo riscaldamento. Ti consiglio questa sequenza, che è la stessa che programmo per i runner che seguo: inizia facendo 3 serie di 10 slanci laterali della gamba (prima con la gamba destra e poi con la sinistra), passa quindi a eseguire 3 serie di 10 slanci in avanti della gamba (sempre prima con una gamba e poi con l’altra) e poi 3 serie di slanci indietro con la stessa modalità.

Prosegui facendo 3 serie da 10 spinte sugli avampiedi, quindi una o due serie di esercizi eccentrici per il polpaccio/tendine di Achille (sali ad esempio su un gradino con entrambi i piedi, appoggiando l’avampiede e lasciando sporgere dietro libera la restante parte del piede. Stacca il piede sinistro e appoggialo, dietro, sulla gamba destra. Scendi con il tallone destro molto lentamente verso il basso. Appoggia quindi l’avampiede sinistro sul gradino e lentamente torna in posizione di partenza. Ripeti 10 volte per lato).

A questo punto corri 10-15 minuti a ritmo lento, meglio se sul prato interno o esterno alla pista, poi, se sai farli in modo corretto, passa ad eseguire degli esercizi di impulso tipo skip, calciate o balzelli (bastano 2 ripetizioni di 40 metri per ogni esercizio).

Completa il tutto con 3-5 allunghi di 80-100 metri al ritmo delle prove che ti stai apprestando a correre. Se, ad esempio, hai in programma delle ripetute di 200 metri in 40 secondi, corri gli allunghi di 100 metri in 20 secondi. Tra un allungo e l’altro recupera la stessa lunghezza dell’allungo, camminando se ti attendono prove di lunghezza compresa tra i 200 e i 600 metri, oppure corricchiando lentamente (souplesse) se ti aspettano prove di lunghezza compresa tra gli 800 e i 5.000 metri.

Si comincia dal riscaldamento

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Al termine dei lavori in pista

Al termine delle ripetute in pista, defatica correndo lentamente per 10 minuti sull’erba, quindi fai 10-15 minuti di stretching leggero (ma solo se lo sai fare bene) e qualche esercizio eccentrico per il polpaccio.

Dopo la doccia, massaggiati le gambe con del ghiaccio o, in alternativa, al termine della doccia tieni le gambe per un minuto sotto l’acqua fredda.

Lavori diversi per gare diverse

Ricorda: la pista è un luogo accogliente e stimolante per svolgere tanti allenamenti, ma non va bene per correrci tutti i giorni. Usala per i lavori specifici, all’inizio una sola volta a settimana, poi anche due volte a settimana, ed eventualmente tre se sei un atleta evoluto che si dedica alle distanze brevi.

Tieni anche presente che se sei abituato a correre su strada, a parità di fatica in pista correrai più forte. È normale. Il fondo perfettamente piatto e la superficie elastica delle piste ti portano a girare più velocemente. A questo punto sei pronto per affrontare i lavori in pista specifici per le gare di 5K, 10K, mezza maratona e maratona, lavori che terranno conto anche del tuo livello di preparazione. Vediamoli insieme.

Lavori diversi per gare diverse


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I LAVORI IN PISTA PER LE GARE DI 5 KM

Che tu sia un runner all’esordio sulla distanza o un runner dalla lunga esperienza, per calcolare in modo facile il ritmo a cui correre le prove ripetute in pista in funzione di una gara di 5 km, puoi utilizzare il Test dei 3 km: corri in pista un 3.000 metri più forte che puoi e prendi la media al chilometro ottenuta nel test come punto di riferimento.

Caso A → Stai preparando una 5K per la prima volta
Se sei alla tua prima gara di 5 km, puoi utilizzare la pista per svolgere tre diversi tipi di lavori: le prove ripetute brevi, le prove ripetute medie e le prove miste. I tre esempi seguenti si riferiscono a un runner che abbia corso il test dei 3 km in 15 minuti, corrispondenti a una media di 5’00” al km.
Allenamento 1 / Ripetute Brevi. Corri 10-12 x 200 metri a un ritmo di 4 secondi al km più veloce rispetto alla media al km ottenuta nel Test dei 3 km (nel nostro caso in circa 59”2). Tra le prove recupera 2 minuti di corsa molto lenta (souplesse).
Allenamento 2 / Ripetute Medie. Corri 4-5 x 1.000 metri allo stesso ritmo al km tenuto nel test (nel nostro caso in 5’00”). Il recupero tra ogni prova sarà di 3 minuti di souplesse.
Allenamento 3 / Ripetute Miste. Corri 3 km a un ritmo di 5 secondi al km più lento della media tenuta nel test (5’05” al km), quindi 2 km a un ritmo di 2 secondi più lento della media tenuta nel test (5’02” al km). Recupera 2 minuti in souplesse, quindi corri 2 x 500 a un ritmo di 2” al km più veloce rispetto alla media nel test (4’58” al km, pari a 2’29” sui 500 m). Tra i 500 recupera 1’30” di souplesse.

Caso B → Sei un runner esperto
Se hai intenzione di gareggiare sui 5 km e sei un runner esperto, i lavori migliori da svolgere in pista rimangono quelli di prove ripetute brevi, di prove ripetute medie e di prove miste, pur con modalità differenti. In questo caso gli esempi si riferiscono a un runner che abbia corso il Test dei 3 km in 12 minuti, corrispondenti a una media di 4’00” al km.
Allenamento 1 / Ripetute Brevi. Corri 12-15 x 100 metri a un ritmo di 4-5 secondi al km più veloce rispetto alla media al km tenuta nel test (nel nostro caso in 23”6-23”5). Tra una prova e l’altra recupera tornando alla partenza camminando. Il recupero non dovrà comunque superare i 3 minuti.
Allenamento 2 / Ripetute Medie. Corri 3 x 1.500 metri allo stesso ritmo al km tenuto nel test (nel nostro caso in 6’00”). Tra le prove recupera 2’ di souplesse.
Allenamento 3 / Ripetute Miste. Corri 1 x 2 km a un ritmo di 2 secondi più lento rispetto alla media al km tenuta nel test (nel nostro caso in 8’04”), recupera 2 minuti di souplesse, corri 1 x 1 km a un ritmo di 1 secondo più veloce rispetto alla media al km tenuta nel test (3’59”), recupera 2 minuti di souplesse, corri 3 x 400 metri a un ritmo di 3 secondi più veloce rispetto alla media al km tenuta nel test (in 1’34”-1’35”). Il recupero tra i 400 sarà di 1’30”.

I LAVORI IN PISTA PER LE GARE DI 10 KM

Per avere un riferimento utile a impostare il ritmo degli allenamenti in pista finalizzati a una gara di 10 km, puoi utilizzare sempre il Test dei 3 km correndo in pista un 3.000 il più forte possibile. In questo caso però alla media al chilometro ottenuta dovrai sommare un 10%. Chiameremo questa velocità, Velocità di Riferimento (VR).

Caso A → Stai preparando la tua prima 10K
I tre lavori in pista che ti consiglio d’inserire nella tua preparazione sono le prove ripetute brevi, le prove ripetute medie e le prove ripetute lunghe. Gli esempi qui di seguito si riferiscono a un runner che abbia corso il Test dei 3 km in 15 minuti, quindi a 5’00” al km, e che quindi abbia una velocità di riferimento aumentata del 10%, pari a 5’30” al km (5’00” al km = 5 x 60” = 300 secondi al km; 10% di 300 = 30 secondi; 300” + 30” = 330” = 5’30”).
Allenamento 1 / Prove Ripetute Brevi. Corri 10-12 x 400 metri a un ritmo di 25 secondi al km più veloce della VR (nel nostro caso in 2’02”), recuperando tra ogni prova 1’30” di corsa molto lenta (souplesse).
Allenamento 2 / Prove Ripetute Medie. Corri 5-7 x 1.000 metri a un ritmo di 7” al km più veloce della VR (in 5’23”), recuperando tra ogni prova 3 minuti di souplesse.
Allenamento 3 / Prove Ripetute Lunghe. Corri 2 x 3 km a un ritmo di 3” al km più veloce delle VR (in 16’21”), recuperando tra ogni prova 3 minuti di souplesse.

Caso B → Sei un runner esperto
Le prove ripetute brevi, medie e quelle miste sono la chiave della preparazione su pista anche per il runner esperto. A differenza di chi prepara una gara di 10 km per la prima volta, gli amanti della distanza dovranno correre le prove a velocità leggermente più elevata. Gli esempi qui di seguito si riferiscono a un runner che abbia corso il Test dei 3 km in 12 minuti, a 4’00” al km, e che abbia quindi una velocità di riferimento di 4’24” al km.
Allenamento 1 / Prove Ripetute Brevi. Corri 6 x 600 metri a un ritmo di 20 secondi al km più veloce della Velocità di Riferimento (nel nostro caso in 2’26”), recuperando tra ogni prova 1’30” di corsa molto lenta (souplesse). Recupera 3 minuti di souplesse. Corri 6 x 300 metri a un ritmo di 30 secondi al km più veloce della Velocità di Riferimento (in 1’10”2), recuperando tra ogni prova 1’30” di souplesse.
Allenamento 2 / Prove Ripetute Medie. Corri 2 x 1.600 metri a un ritmo di 8 secondi al km più veloce della Velocità di Riferimento (nel nostro caso in 6’49”), recuperando tra ogni prova 2 minuti di souplesse. Recupera 3 minuti di souplesse, quindi corri 2 x 1.200 metri a un ritmo di 9 secondi al km più veloce della Velocità di Riferimento (in 5’06”), recuperando tra ogni prova 2 minuti di souplesse. Recupera 2 minuti di souplesse. Corri 2 x 800 metri a un ritmo di 12 secondi al km più veloce della Velocità di Riferimento (in 3’21”), recuperando tra ogni prova 2 minuti di souplesse.
Allenamento 3 / Prove Ripetute Miste. Corri 1 x 3 km a un ritmo di 4 secondi al chilometro più veloce della Velocità di Riferimento (nel nostro caso in 13’00”). Recupera 2 minuti di souplesse. Corri 2 x 1.600 metri a un ritmo di 8 secondi al km più veloce della VR (in 6’49”), recuperando tra ogni prova 2 minuti di souplesse. Recupera 2 minuti di souplesse, quindi corri 5 x 400 metri a un ritmo di 30 secondi al km più veloce della VR (in 1’33”5), recuperando tra ogni prova 2 minuti di souplesse.

I LAVORI IN PISTA PER LA MEZZA MARATONA

Per avere un riferimento utile ad impostare il ritmo degli allenamenti in pista finalizzati alla preparazione di una gara di mezza maratona (21,097 km) puoi utilizzare la media al km ottenuta nel Test dei 3 km aumentata del 10% come visto per le gare di 10K, ma puoi fare riferimento anche alla media tenuta in una gara o in un test-gara di 10 km, alla velocità alla soglia del lattato o alla velocità di deflessione ottenuta con il test di Conconi.

Caso A → Stai preparando la tua prima mezza maratona
Se punti a correre per la prima volta la distanza dei 21,097 chilometri, i lavori in pista possono aiutarti ad avere più spinta nelle gambe, soprattutto i lavori di ripetute brevi, medie e lunghe. Gli esempi qui di seguito si riferiscono a un runner che abbia corso una gara test di 10 km alla media di 5’30” al km, e che abbia quindi una Velocità di Riferimento di 5’30” al km.
Allenamento 1 / Prove Ripetute Brevi. Corri 10 x 600 metri a un ritmo di 15 secondi al km più veloce della Velocità di Riferimento (nel nostro caso in 3’09”), recuperando tra ogni prova 1’30” di corsa molto lenta (souplesse).
Allenamento 2 / Prove Ripetute Medie. Corri 6-8 x 1 km a un ritmo di 7 secondi al chilometro più veloce della Velocità di Riferimento (nel nostro caso in 5’23”), recuperando tra ogni prova 2 minuti di souplesse.
Allenamento 3 / Prove Ripetute Lunghe. Corri 3 x 3 km a un ritmo di 3 secondi al chilometro più veloce della Velocità di Riferimento (in 16’21”), recuperando tra ogni prova 2 minuti di souplesse.

Caso B → Sei un runner esperto
Per gli amanti della distanza dei 21,097 km, la pista può fare la differenza quando si punta a un obiettivo cronometrico. Le ripetute da inserire in programma in questo caso sono quelle brevi miste, quelle medie miste e quelle lunghe. Gli esempi qui di seguito si riferiscono a un runner che abbia corso il Test dei 3 km in 12 minuti, a 4’00” al km, e che abbia quindi una velocità di riferimento di 4’24” al km.
Allenamento 1 / Prove Ripetute Brevi Miste. Corri 5 x 600 metri a un ritmo di 15 secondi al km più veloce della Velocità di Riferimento (nel nostro caso in 2’29”5), recuperando tra ogni prova 1 minuto di corsa molto lenta (souplesse). Recupera 3 minuti di souplesse, quindi corri 6 x 500 metri a un ritmo di 20 secondi al km più veloce della Velocità di Riferimento (in 2’06”), recuperando tra ogni prova 1 minuto di souplesse.
Allenamento 2 / Prove Ripetute Medie Miste. Corri 2 x 2.400 metri a un ritmo di 5 secondi al km più veloce della Velocità di Riferimento (nel nostro caso in 10’21”), recuperando 2’ di souplesse tra le prove. Recupera 3 minuti di souplesse, quindi corri 2 x 1.200 metri a un ritmo di 8 secondi al km più veloce della Velocità di Riferimento (in 5’07”), recuperando tra ogni prova 2’ di souplesse.
Allenamento 3 / Prove Ripetute Lunghe. Corri 2 x 6 km a un ritmo di 5 secondi al chilometro più lento della Velocità di Riferimento (in 26’54”), recuperando tra ogni prova 2 minuti di souplesse.

I LAVORI IN PISTA PER LA MARATONA

La pista si rivela moto utile anche per preparare la maratona. Come parametri per determinare la Velocità di Riferimento possiamo utilizzare gli stessi previsti per la mezza maratona: la media al chilometro ottenuta nel Test dei 3 km aumentata del 10%, ma anche la media al chilometro ottenuta in una gara o in un test-gara di 10 km, la velocità alla soglia del lattato o la velocità di deflessione ottenuta con il test di Conconi. Gli esempi di allenamento che sto per proporti sono riferiti al periodo di 16 settimane che precede la maratona.

Caso A → Stai preparando la tua prima maratona
Nelle 16 settimane che precedono il giorno della gara puoi utilizzare la pista per svolgere i lavori di prove ripetute medie, di prove ripetute lunghe e per le corse a ritmo maratona. Gli esempi che seguono si riferiscono a un runner che abbia corso una gara test di 10 km alla media di 5’30” al km, e che abbia quindi una Velocità di Riferimento di 5’30” al km.
Allenamento 1 / Prove Ripetute Medie. Corri 7-8 x 1 km al ritmo della Velocità di Riferimento (nel caso del nostro esempio in 5’30”), recuperando 500 metri a un ritmo di 30 secondi al chilometro più lento della VR (in 3’00”).
Allenamento 2 / Prove Ripetute Lunghe. Corri 3 x 3 km a un ritmo di 10 secondi al chilometro più lento della VR (nel nostro caso in 17’00”), recuperando 1 km a un ritmo di 30 secondi al chilometro più lento della Velocità di Riferimento (in 6’00”).
Allenamento 3 / Ritmo Maratona. Corri 8-10 chilometri a un ritmo di 30 secondi al chilometro più lento della Velocità di Riferimento (nel nostro caso a ritmo di 6’00” al km), possibilmente nelle corsie più esterne e controllando il ritmo con l’orologio Gps.

Caso B → Sei un runner esperto
Per i runner veterani delle maratone, i lavori di prove ripetute brevi, medie e lunghe fanno parte della normale preparazione. I seguenti esempi di lavori in pista si riferiscono a un runner che abbia corso il Test dei 3 km in 12 minuti, ovvero a un ritmo di 4’00” al chilometro, e che abbia quindi una Velocità di Riferimento di 4’24” al chilometro.
Allenamento 1 / Prove Ripetute Brevi. Corri 10 x 500 metri a un ritmo di 5 secondi al chilometro più lento della Velocità di Riferimento (nel nostro caso in 2’14”5), recuperando 500 metri a un ritmo di 30 secondi al km più lento della Velocità di Riferimento (in 2’27”).
Allenamento 2 / Prove Ripetute Medie. Corri 4-5 x 2 km a un ritmo di 10 secondi più lento della Velocità di Riferimento (nel nostro caso in 9’08”), recuperando 2 km a un ritmo di 30” al km più lento della Velocità di Riferimento (in 9’48”).
Allenamento 3 / Prove Ripetute Lunghe. Corri 2 x 6 km a un ritmo di 15 secondi al km più lento della Velocità di Riferimento (nel nostro caso a ritmo di 4’39”), recuperando 6 km a un ritmo di 30 secondi al km più lento della Velocità di Riferimento (a ritmo di 4’54”).

Bene a sapersi

OCCHIO A TENDINI E MUSCOLI // L’elasticità dovuta ai materiali con i quali vengono realizzate le piste può determinare una serie di problemi, soprattutto quando non vi si è abituati, oppure quando si corre troppo in pista. I tendini, in particolare quello di Achille, sono tra le strutture maggiormente sollecitate e devono essere preparati a sopportare l’impatto con questo genere di fondo per non subire danni. Se pensi di frequentare la pista 2 o 3 volte la settimana, inserisci nel tuo programma del giorno 3 serie di 10 ripetizioni per gamba di esercizi di tipo eccentrico, come ad esempio quello indicato per il polpaccio nel riscaldamento, e ripeti questo tipo di esercitazione a fine allenamento.
Per ottimizzare l’allenamento in pista, e soprattutto per prevenire gli infortuni, devi comunque cercare di sviluppare l’elasticità di tutta la muscolatura degli arti inferiori. Un paio di volte a settimana dedicati a qualche esercizio d’impulso, ad esempio skip (3-5 ripetizioni di 40 metri con recupero 40 metri di passo), rimbalzata dietro (3-5 ripetizioni di 40 metri con recupero 40 metri di passo), saltelli a piedi pari (3 serie da 1 minuto con 1 minuto di recupero). I saltelli a piedi uniti potranno essere degnamente sostituiti dai saltelli con la corda.
Questi esercizi possono essere inseriti anche nel riscaldamento che precede gli allenamenti in pista o prima di qualsiasi altro “lavoro” che non sia la corsa.
È una buona idea dedicare un allenamento alla settimana agli esercizi di impulso, di stretching e di core stability. Le prime volte che esegui gli esercizi di impulso, fatti consigliare da un tecnico perché farli in forma sbagliata potrebbe crearti problemi. Nello skip, ad esempio, le ginocchia è meglio che non salgano troppo per non farti arretrare con la schiena.

LA SCARPA GIUSTA // Correre in pista con un paio di calzature molto ammortizzate potrebbe rivelarsi dannoso a causa della grande elasticità della superficie. Il ritorno elastico al momento dell’appoggio e della fase di spinta potrebbe causare infortuni. In pista, cerca di usare delle scarpe “secche”, con un’ammortizzazione medio/bassa, e comunque più leggere rispetto a quelle che usi per fare il lento, il medio o il progressivo su strada.

CHIODATE SÌ O NO? // Dipende molto dal tipo di gare che stai preparando e dal tuo livello. Se sei un runner molto forte, in grado di correre i 10 km a un ritmo sotto i 3’30”, allora puoi utilizzare le scarpe chiodate. La tua efficienza muscolare è tale da permetterti di correre con questo tipo di scarpe. Oltre agli esercizi precedentemente indicati di preparazione al lavoro in pista, dovrai curare la tecnica di corsa, che dovrà adattarsi al tipo di appoggio di meso-piede richiesto dalle scarpe chiodate. Se decidi di usare le chiodate o se torni a usarle dopo diverso tempo, non utilizzarle subito per i lavori ad alta intensità: i tendini e i muscoli del polpaccio, soprattutto il soleo, potrebbero risentirne. Fai prima degli allunghi correndo a una velocità di poco superiore a quella media delle tue gare di 10 km. Se invece corri più lento di 3’30” al km, lascia perdere le chiodate e segui i consigli del paragrafo precedente.

LA NOIA // Prima ancora di averci provato, molti runner pensano che l’allenamento in pista sia noioso. In realtà correre in pista può essere anche molto divertente e stimolante. Inoltre, consente di concentrarsi sul ritmo di corsa, di ascoltare le proprie sensazioni, ed è anche un grande allenamento mentale perché ti abituata a gestire da solo la fatica. La soddisfazione che si prova al termine di un intenso allenamento in pista è grandissima.

SENSO ALTERNATO // Se nella pista dove ti alleni non c’è nessuno o siete solo tu e il tuo gruppo di amici, non fate tutte le prove previste dal programma girando solo in senso antiorario, perché la parte sinistra delle tue gambe e dei tuoi piedi potrebbe risentirne, soprattutto nei lavori lunghi. Corri possibilmente una prova in senso orario e l’altra in senso antiorario, oppure corrine due in un senso e due nell’altro. Decidi tu, l’importante è variare.

Una misurazione perfetta

La lunghezza e la larghezza delle corsie delle piste di atletica devono rispettare alcune norme precise, così come riportato nel Prontuario di verifica di attrezzatura ed attrezzi della Fidal. In particolare: “La corsia interna (corsia 1) avrà una lunghezza di 400 metri lungo la sua teorica linea di corsa. La lunghezza di ciascuna delle altre corsie viene misurata lungo una linea teorica di corsa di 0,20 m dal bordo esterno dell’adiacente corsia interna. Tutte le corsie hanno una larghezza di 1,22 m ± 0,01”. Le piste che hanno queste caratteristiche vengono omologate, procedura necessaria perché vi si possano svolgere gare ufficiali e perché i risultati possano essere ritenuti validi. È per questo che i tempi che si ottengono in pista sono affidabili.

Nella tabella qui sotto è indicata la lunghezza di ciascuna corsia. Come puoi vedere, solo la corsia 1 è lunga esattamente 400 metri ed è per questo motivo che noi runner dovremmo svolgere qui i nostri allenamenti. Se fai un giro di pista in seconda o in una qualsiasi delle altre corsie partendo dalla linea del traguardo, il giro di pista risulterà più lungo. Se vuoi correre un 400 in una qualsiasi delle altre corsie, dovrai partire dai punti di partenza indicati con una riga bianca in ciascuna di esse e sfalsati in avanti rispetto a quello in prima corsia.

Importante: quando ti alleni in pista, soprattutto se fai le ripetute, non rilevare misure e tempi con il Gps ,che non è preciso in pista, ma usa semplicemente il cronometro o la funzione cronometro del Gps. Potrai invece usare il tuo Gps per eseguire gli allenamenti più lunghi, che è meglio correre nelle corsie più esterne e dove quindi è comodo rilevare la distanza come se si corresse su strada.
Corsia Lunghezza del giro
1 400 m
2 407,67 m
3 415,33 m
4 423,00 m
5 430,66 m
6 438,33 m
7 446,00 m
8 453,66 m
9 461,33 m

Una misurazione perfetta

Foto Getty Images

L'allenamento preferito di Valeria Straneo

L’argento europeo e mondiale di maratona non disdegna la pista nella sua preparazione, utilizzandola anche per i circuiti di forza. Vi corre le ripetute fino ai 1.000 metri di lunghezza, mentre per quelle dai 2.000 in su passa alla strada. In pista, anche per le prove più corte non usa mai le scarpe chiodate, ma quelle da gara, se non addirittura le normali scarpe da allenamento perché, come spiega lei stessa, “preferisco essere protetta che fare qualche secondo in meno”. Questo in assoluto il suo allenamento preferito in pista.

20-25 X 400 metri in 1’15”-1’17”, recupero 200 metri di corsa facile

L'allenamento preferito di Valeria Straneo

Foto Giancarlo Colombo/Fidal

L’allenamento preferito di Yeman Crippa

La medaglia di bronzo dei 10.000 metri agli Europei di Berlino 2018 ama la pista e la usa per i lavori di ripetute che corre utilizzando le scarpe chiodate. Questo uno dei lavori su pista più amati dal campione azzurro.

4 X 2000 metri in 5’40”, recupero 2 minuti

L’allenamento preferito di Yeman Crippa

Foto Giancarlo Colombo/Fidal

Il sondaggio di Runner's World

♦ Usi le scarpe chiodate per i tuoi allenamenti in pista? Secondo un sondaggio tra i follower di Runner’s World su Instagram, l’87% preferisce non usarle. Solo il 13% si affida ai chiodi.

♦ Sei iscritto a una società sportiva? Ben il 38% ha dichiarato di non appartenere ad alcun club. Il 62% ha invece risposto affermativamente.

♦ Per quali tipi di allenamenti utilizzi la pista? L’88% dei runner ha risposto le pro ve ripetute, il 5% i fondi medi, il 3% la corsa lenta e il 4% altri lavori.

♦ In quanto a colore, ti piacciono di più le piste rosse tradizionali o le nuove piste blu? Vince il rosso con il 56%, ma anche il blu ha un folto numero di sostenitori, il 44%.
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