di Stu Bowers - 28 febbraio 2019

Cannondale SystemSix

Il produttore afferma che la SystemSix è la bici più veloce al mondo. Sarà così?
Foto Mike Massaro
Una curiosità: Cannondale non produce una bici aero da quando i suoi telai top di gamma erano ancora in alluminio. Mentre tutti gli altri grandi marchi erano impegnati a perfezionare le forme dei tubi per limitare la resistenza dell’aria, Cannondale si è ostinata a portare avanti il progetto della sua tradizionale SuperSix Evo. Fino ad ora.
Tutto questo tempo, tuttavia, ha consentito all’azienda di monitorare il rapido susseguirsi di tecnologie in fatto di aerodinamica, soprattutto dopo l’avvento dei freni a disco. E con SystemSix è decisamente convinta di aver fatto centro, presentandola come la bici da strada più veloce al mondo.

Il progetto

Foto Mike Massaro

Il progetto

L’autore di questa audace affermazione è l’ingegnere aerospaziale australiano Nathan Barry. Quando all’inizio dell’anno ho partecipato alla presentazione della SystemSix, a Girona, Barry mi ha spinto a considerarla non come una semplice bici da strada aero, ma come quella più veloce. Il suo scopo era far sì che la SystemSix avesse un appeal universale, non limitato solo ai corridori.
“L’idea che bisogna essere per forza veloci, per beneficiare di guadagni aerodinamici, è sbagliata”, afferma Barry. “Anche a 15 km/h, il 50% della resistenza complessiva che si affronta è dato dalla resistenza aerodinamica”.
Più intrigante ancora è stata la sua affermazione secondo cui la nuova SystemSix sarebbe più veloce di una bici da strada standard (Cannondale usava come riferimento la SuperSix Evo) lungo salite fino al 6% di pendenza, perdendo appena 20-30 secondi su un Alpe d’Huez, nonostante il suo peso extra.
Più veloce in volata, più veloce in discesa, più veloce nelle fughe solitarie… i dati si sprecavano. E che dire di avversari del calibro della Venge di Specialized o della Madone di Trek? Ovvio: più veloce, secondo Barry. Ero quindi impaziente di estrapolare la SystemSix dal contesto cartaceo fatto di numeri e dati, e verificare se sarebbe stata all’altezza della sua campagna pubblicitaria.

Uno spasso per i Pro

Foto Mike Massaro

Uno spasso per i Pro

Ho iniziato a provarla mentre ero ancora a Girona, sulle strade e sulle salite frequentate dai numerosi Pro che vivono lì – un luogo perfetto per testare una bici che Cannondale scommette vincerà diverse gare del circuito World Tour. , la prossima stagione.
Attraverso le campagne ondulate e le salite nei pressi di Girona, non ci sono voluti molti chilometri a tutta per realizzare che Cannondale non aveva parlato a vanvera.
La sensazione di velocità è stata subito immediata. Durante gli sprint, la bici era esplosiva – ma non in quel modo talvolta goffo tipico di alcuni modelli aero rigidi. SystemSix mi è invece sembrata inaspettatamente agile. Aveva una certa dimestichezza nel gestire la strada, molto più simile a una bici da strada standard che a un modello aero. Mi sentivo leggero anche quando faticavo in salita, mentre ero stabile e preciso lungo i tornanti in discesa.
C’è stata solo una cosa a cui mi sono abituato dopo un po’: l’effetto visivo creato dalla combinazione tra pneumatici e cerchi. Guardando le ruote, gli abbondanti cerchi in carbonio Knot 64 (32 mm nel loro punto più largo) si sentono quasi orgogliosi di ospitare delle gomme Vittoria Rubino Pro Speed da 23 mm. Ho trovato la cosa quasi snervante.
Bisogna però prima fare alcune considerazioni: per i neofiti del settore, non è che Cannondale voglia ritornare a usare pneumatici stretti. Né ha voluto adattare i Rubino di fascia media anziché i Corsari Vittoria di fascia alta per risparmiare qualche euro. La ragione dell’adozione di gomme da 23 mm sta nel fatto che, in realtà, misurano 26 mm se accoppiate a cerchi larghi 21 mm. E i test di Barry hanno concluso che queste erano le più veloci. Stesso motivo alla base della scelta delle Rubino: molto semplicemente, si sono rivelate più scorrevoli.
Questo pensiero si rifà a un principio aerodinamico brevettato che Cannondale ha rilevato dal defunto genio e pioniere dell’aerodinamica Steve Hed. Saltando i dettagli tecnici, ci si riferisce all’angolo di tangenza tra il bordo del cerchio e la gomma. La teoria è che quando la gomma è più stretta del cerchio, l’aria scorrerà meglio, creando una scia più stretta con meno resistenza, più velocità e più stabilità.
E funziona. A parte l’estetica un po’ bizzarra, questa è senza dubbio una delle migliori combinazioni ruota/pneumatico che io abbia mia provato, e apporta sicuramente notevoli benefici alla bicicletta, in generale. La cosa interessante sta nel fatto che è grazie ai freni a disco, se il cerchio può essere così largo. All’inizio si è pensato che i freni a disco avrebbero ostacolato le prestazioni aerodinamiche, ma ora Cannondale dimostra che invece possono rendere la bici ancora più veloce.
Soffermandoci sui componenti Knot, anche l’accoppiata manubrio-pipetta è un vero successo: nascondere ordinatamente tutti i cavi è un aspetto positivo, ma il fatto che siano due pezzi separati permette maggiori combinazioni in grado di soddisfare meglio le esigenze del ciclista.
Da quando ho lasciato il sole e le strade quasi perfette di Girona, ho avuto un sacco di tempo per provare la SystemSix sui miei percorsi abituali fatti di strade in pessime condizioni, e le mie sensazioni non sono cambiate di molto. Ha continuato a impressionarmi. È innegabilmente veloce ed estremamente efficiente e, se proprio manca qualcosa, si tratta di un classico: il comfort.
Ruote: i profili Kamm a coda tronca e i foderi verticali bassi sono comuni sulle bici aero, ma i cerchi in carbonio Knot 64 super alti, abbinati a pneumatici stretti, sono studiati appositamente per la SystemSix e concorrono in buona parte alla sua velocità (foto Mike Massaro)
Le bici aero stanno migliorando costantemente, in questo senso. Tutte le versioni più recenti che ho provato si sono rivelate migliori rispetto ai relativi predecessori, in particolare la Madone. Ovviamente la SystemSix non ha un antenato diretto, ma non è certamente la meno confortevole che si trovi sul mercato.
Detto ciò, potrebbe trarre beneficio da un quid in più di ammortizzazione, per altro in parte facile da ottenere utilizzando pneumatici tubeless più larghi, per i quali c’è abbastanza spazio. Ovviamente, questo rovinerebbe l’interfaccia ottimale pneumatico/cerchio di Barry, portando alla perdita di una minima percentuale di velocità ma, se non ci si preoccupa di perdere qualche secondo, si potrebbe ottenere una sensazione di guida più piacevole.
Cannondale è sicuramente entrata nel segmento aero dalla porta principale. Non dirò se penso veramente che sia la bici più veloce sul mercato. Ho testato le ultime Venge e Madone ma, senza un test comparativo a parità di condizioni, non posso esser sicuro di quale sia la vincitrice.
Quello che dico è che, se dovessi comprare una SystemSix, potrebbe non essere questa. La versione Ultegra Di2 ha lo stesso telaio, le stesse ruote Knot 64 e lo stesso manubrio, ma costa decisamente di meno. Così, giusto per dire.
Manubrio e pipetta: la combinazione Knot manubrio/pipetta adottata da Cannondale offre i vantaggi di un manubrio aero, combinati con le possibilità di regolazione e inclinazione del manubrio, di sostituzione della pipetta e di avere un moderno supporto per il computer da bici (foto Mike Massaro)
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